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PRALONGO - Chiesa di S.Andrea

Alvise, Giacinto e Giulio-Gottardo, discendenti dal cospicuo casato degli Zampolli di Pralongo, il 30 agosto 1626 ricorrono al vescovo Giovanni Dolfin chiedendo di poter trasformare il sacello – fondato in loco dal loro padre Giovanni (intitolato a san Gottardo) – in una piccola chiesa.
La posa della prima pietra del tempio, costruito sul sedime del precedente oratorio, risale al 5 maggio 1627 mentre il suo completamento, almeno nelle parti principali, è del 1628.
Dalla consultazione dei documenti dell’Archivio vescovile di Belluno (1662) deriva un’immagine della chiesina che almeno nei tratti salienti corrisponde all’attuale; fortunato indice dell’assenza di interventi snaturanti.
All’unico altare, adornato dalla pala inscritta in una cornice lignea, si accede per mezzo di due gradini lapidei; le porte sono due, le finestre tre (due in facciata ed una aperta ad oriente), la pavimentazione consta di piccole lastre di pietra accuratamente lavorate.
In sostituzione del campanile, sulla facciata maggiore, trova posto una finestrina nella quale c’è una campanella che si suona stando in chiesa.
Nell’anno 1669 viene attestata la costruzione della sagrestia dietro l’altare.
Al 1695 risale un radicale, importante, intervento di manutenzione e di abbellimento promosso dai giuspatroni Zampolli, tangibile segno di fede quanto manifesto riflesso dello status sociale dello storico casato.
La cornice della pala, nel 1708, viene giudicata strutturalmente troppo modesta tanto da essere sostituita (post 1727) con l’attuale dossale di sobrio ed equilibrato stile rococò.
Durante le vicende collegate all’incameramento dei beni ecclesiastici in forza delle disposizioni napoleoniche, la chiesina esce probabilmente indenne solo per il fatto che giuridicamente era di proprietà privata.
Negli anni Quaranta del Novecento la signora Teresa Marcon-Zampolli esegue sulle vele del presbiterio e sull’antipetto dell’altare alcune delicate decorazioni pittoriche che armonizzano con l’insieme.
Giungendo più vicino ai nostri tempi va, infine, segnalato che la chiesina di Pralongo, situata in fondo al paese con il coro orientato a sud–sud ovest, è stata oggetto di un attento e radicale restauro all’inizio degli anni Settanta.

Testi e foto tratti da "Tesori d'arte nelle chiese dell'alto bellunese - la Val di Zoldo" di Flavio Vizzutti 

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