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Unione Montana Cadore Longaronese Zoldo

Provincia di Belluno - Regione del Veneto


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Geologia e Morfologia

L'assetto geomorfologico della Comunità Montana Cadore Longaronese Zoldo

La presenza di imponenti rilievi, di profonde incisioni e di ampie vallate è da imputarsi principalmente alla grande varietà di tipi litologici presenti e all' assetto tettonico (derivante dall'orogenesi alpina) di questo settore delle Dolomiti sud-orientali. Le forme del paesaggio sono state ulteriormente modellate dall'intensa abrasione dei ghiacciai quaternari e dalla continua erosione selettiva esercitata dalle acque superficiali di scorrimento. Ai processi naturali di modellamento si deve aggiungere l'azione antropica che, soprattutto in tempi recenti, ha contribuito vistosamente alla trasformazione di alcune parti del paesaggio, sia attraverso la costruzione di insediamenti abitativi e di infrastrutture, sia attraverso la realizzazione di bacini artificiali per lo sfruttamento idroelettrico.

Riassumiamo la stretta correlazione tra litologia, ambienti fisico-geografici e paesaggio, identificando le seguenti unità geomorfologiche:

a) rilievi costituiti da rocce di natura calcareo-dolomitica e subordinatamente marnoso-arenacea, con morfologia rupestre caratterizzata in genere da pareti, guglie e forre.
In particolare queste rocce, di età paleozoica e mesozoica, sono rappresentate, in successione stratigrafica dal basso verso l'alto, dalle seguenti formazioni:
- piattaforme carbonatiche del triassico della dolomia del Serla inferiore e superiore (Anisico inferiore), formazione del Contrin (Anisico superiore), della dolomia dello Sciliar (Ladinico) e della dolomia cassiana (Camico medio-inferiore). Esse sono costituite da calcari e dolomie calcaree di colore biancastro, grigio-chiaro, giallastro, talora rosato a stratificazione indistinta, che formano l'ossatura di numerose cime. In seno a queste rocce si rinvengono orizzonti mineralizzati a pirite, blenda e galena. Alle formazioni sopra descritte si aggiungono le formazioni di Diirrenstein e di Raibl (Camico medio-superiore), quando non presentano affioramenti estesi, che rappresentano la parte elastico-terrigena e che formano le classiche" cenge", le selle e pianori delle alte quote. Infine la dolomia principale (Norico) e il calcare di Dachstein (Retico) che costituiscono le pareti, alte anche più di mille metri, delle maggiori e più famose vette (Pelmo e Civetta).
- formazioni giurassiche, presenti alla sommità di alcuni rilievi o in ristrette località (Civetta e Pelmo); ai margini della catena dolomitica sono generalmente rappresentate da calcari e calcari-mamosi, ben stratificati in strati sottili con noduli e liste di selce prevalentemente nerastra. Tra le formazioni più interessanti si possono ricordare i calcari grigi, la formazione di Igne, di Fonzaso, del Rosso ammonitico.

b) Rilievi costituiti da rocce di natura vulcano-elastica, marnoso-arenacea e marnoso-carbonatica con versanti
più o meno ripidi spesso coperti da vegetazione e caratterizzati da morfologia varia. Vi appartengono tutti i rilievi non costituiti da rocce carbonatiche; in funzione della natura litologica e delle conseguenti capacità di resistenza all' azione degli agenti erosivi, tali versanti possono presentare pendenze da modeste ad acelivi, comprese pareti rocciose subverticali e forre. Sono state riunite in questa unità le rocce terrigene, terrigeno-carbonatiche, vulcaniche e vulcano-terrigene del Triassico, a eccezione di quelle raibliane comprese nell'unità precedente per affinitàmorfologica, se non rappresentate da affioramenti estesi.
Appartengono a questa unità le seguenti formazioni:

  • di età triassica, la formazione di Werfen (Scitico), il gruppo di Buchenstein (Ladinico inferiore), il gruppo di Wengen (Ladinico superiore) e in parte la formazione di S. Cassiano; esse hanno rapporti geometrici ben definiti con le formazioni precedenti e dal punto di vista litologico sono costituite da brecce, conglomerati, arenarie, arenarie vulcanoclastiche, siltiti rossastre e giallastre, marne varicolori e nere, cineriti vulcaniche, lave di varia natura, calcareniti e calcari dolomitici e marnosi.
  • di età cretacica, biancone (o calcare di Soccher), scaglia rossa e scaglia cinerea; si tratta in prevalenza di calcari micritici e calcari marnosi anche nodulari, di colore rosso-rosato, verdastro o bianco avorio, con abbondanti liste e noduli di selce rossa o nera, sottili livelli argilloso-marnosi vari colori; marne, argille calcaree e calcari argillosi di colore rosso rosato o grigio chiaro.

c) Rilievi e versanti costituiti da gessi e subordinatamente da rocce calcareo-dolomitiche, spesso con spiccata morfologia carsica. Sono presenti solo localmente in Val del Bòite, e vi appartengono le rocce evaporitiche, quali gessi e anidriti e, subordinate, dolo mie cariate, ascrivibili alla formazione a bellerophon (Permiano superiore).

d) Accumuli di frana, coni e falde detritiche, depositi glaciali di alta montagna. In questa classe sono compresi i depositi quaternari che si trovano in alta montagna e nelle valli secondarie e che costituiscono la coltre di copertura delle rocce sopra descritte. Tali depositi possono essere distinti sulla base dei processi morfogenetici. I depositi glaciali sono costituiti da detriti di natura varia e differente granulometria, anche con blocchi di grandi dimensioni, inglobati in una matrice sabbiosa più o meno limoso-argillosa. Gli accumuli di frana sono presenti in genere alla base delle pareti rocciose o lungo pendii che collegano le pareti al fondovalle. Sono costituiti da ammassi caotici di detriti la cui natura rispecchia quella delle rocce che sono state interessate dal fenomeno franoso.

e) Depositi glaciali delle zone collinari e di fondovalle. I depositi morenici, legati all' esistenza dei ghiacciai che scendevano lungo le valli. principali o anche laterali, sono formati da materiali eterogenei a granulometria varia, inglobati in più o meno abbondante matrice limosoargillosa.

f) Conoidi e altri depositi fluviali, fluvio-glaciali e alluvionali presenti sul fondo delle principali valli. Si tratta in genere di ghiaie, sabbie, limi e argille che sono stati trasportati e depositati dal fiume Piave e dai suoi principali affluenti sopra il substrato roccioso dopo il ritiro degli ultimi ghiacciai. Spesso tali sedimenti risultano terrazzati: ciò si verifica quando i depositi alluvionali sono stati incisi dal corso d'acqua che li ha depositati.

g) Depositi lacustri, costituiti in prevalenza da torbe, limi e. argille. Essi si sono formati al retro di cordoni morenici che hanno sbarrato la valle o di ostruzioni verificatesi nelle valli a seguito di fenomeni franosi o di trasporto in massa. Dal punto di vista morfologico si riconoscono facilmente in quanto modificano il profilo del corso d'acqua e rappresentano aree sub-pianeggianti.

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